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Sotto-categorie

  • Canne da Drifting

    Il nome drifting contraddistingue la pesca dalla barca in deriva, anche se con questo termine si intende esclusivamente la pesca al tonno gigante, praticata con barca in deriva oppure ancorata ed utilizzando canna e mulinello. Questa tecnica, oramai largamente diffusa, è stata introdotta nel nostro paese negli anni ’70 per merito di un medico bolognese, Adamo Benfenati, che applicò ed adatto alla realtà adriatica le tecniche utilizzate dai francesi. I primi tentativi furono fatti al largo della foce del Po con incredibili risultati. Da allora è stata fatta molta strada ed in Italia, specialmente in Adriatico, si sono organizzati innumerevoli team per la pratica di questa sportivissima tecnica. Una delle particolarità del drifting è l’impiego esclusivo della sarda come esca e della necessità della pasturazione continua, sempre con la sarda, effettuata con una particolare tecnica, chiamata “strisciata”. Va precisato che la pratica del drifting non è proprio alla portata di tutti, sia in termini di esperienza sia in termini di risorse economiche necessarie, visto che per praticarla è indispensabile una barca con spiccate caratteristiche di altura e un’attrezzatura da pesca di prim’ordine.

  • Canne da Vertical Jigging

    Il vertical Jigging viene effettuato dalla barca e si utilizza una canna da pesca ben robusta, oramai in commercio troviamo canne e mulinelli creati appositamente per questa tecnica di pesca, si trovano attrezzature di tutti i prezzi quindi possiamo dire che non è una tecnica per ricchi.La particolarità di questa tecnica è il recupero della lenza, la pesca viene affrontata con una lenza di monofilo dove andremo ad innescare l' artificiale chiamato vertical Jig, gli artificiali sono composti completamente in metallo con un corpo affusolato, proprio come un minnow gigante ma di metallo con gli assist hook che sono degli ami molto grandi collegati all'artificiale tramite uno spezzone di trecciato da 500 libbre e degli anelli di acciaio.

  • Canne da Bolentino

    Il bolentino è una tecnica di pesca  che viene praticata dalla barca a motore fermo ancorata o libera di spostarsi con le correnti (deriva o scarroccio), con la canna da pesca oppure con una lenza a mano. La canna da pesca permette di avvertire le toccate dei pesci osservando la punta della canna, Al termine della lenza viene assicurato un piombo di peso variabile a seconda della profondità di pesca o delle correnti.Nella pesca a bolentino le esche che possono essere impiegate sono molte, tra cui i crostacei come il gambero nello specifico, la mazzancolla o il paguro.

  • Canne da Surfcating

    Il Surf Casting (termine americano, letteralmente “Lanciare sull’onda”) è una tecnica praticata nei paesi atlantici ed introdotta in Italia, almeno al grande pubblico, verso la fine degli anni ’80, grazie ad alcuni pescatori che hanno svolto un preziosissimo lavoro di adeguamento delle tecniche statunitensi alle realtà del Mediterraneo, sperimentandole sulle coste della Sardegna che, ancor oggi, risultano essere le più adatte e quindi le più fruttuose per questa tecnica. Le canne vanno dai 3.80 MT ai 5 Mt con potenza 80-150 Gr

    Il Beach Ledgering è un Surf casting più leggero, solo che si effettua con il mare più calmo e si ultilizzano grammature,canne lunghe 4-5 MT  e con potenza da 40-80 Gr, possibilmente con il cimino intercambiabile.

  • Canne da Bolognese

    La pesca alla bolognese si effettua con delle canne telescopiche ad anelli dotate di mulinello, facendo fare una passata al galleggiante solitamente su di una linea di pesca superiore ai 10 m sino a un massimo di 40 m da riva.
    Sulla canna bolognese si può utilizzare un piccolo pasturatore, del peso di 5 - 10 grammi, come quello tipico per bigattini, privo però della sua zavorra, che viene sostituita inserendovi una torpilla (un piombo a forma di goccia, la cui parte più voluminosa deve essere collocata verso l'amo) il cui peso dovrà essere di 2 grammi inferiore alla portata del galleggiante, in modo tale da tener conto del peso dovuto al pasturatore riempito di pastura o bigattini.
    L'origine di questo tipo di pesca è storicamente attribuita in Italia alla provincia di Bologna.

  • Canna da Inglese

    La pesca all'inglese è un tipo di pesca che viene effettuata utilizzando delle canne telescopiche/ad innesti con una lunghezza compresa tra i 3,9 e i 4,5 e metri dotate di mulinello.

    Si utilizzano per tale pesca i galleggianti all'inglese, i quali vengono uniti alla lenza da una sola estremità. L'azione di pesca si svolge lanciando il galleggiante ad una distanza che può arrivare anche ad 80 m, procedendo (immediatamente dopo la caduta in acqua del galleggiante) ad un veloce recupero di 2/3 metri sott'acqua per far affondare il filo. La canna viene montata con una quantità di anelli doppia rispetto ad un attrezzo utilizzato per la pesca alla bolognese in quanto dopo aver immerso il cimino in acqua, il filo tenderebbe altrimenti ad attaccarsi su di essa impedendo una regolare azione di pesca. La pasturazione viene effettuata nelle vicinanze della zona di caduta del galleggiante. Questa tecnica consente di pescare con una lenza estremamente leggera (in quanto il piombo è montato direttamente sul galleggiante) ad una grande distanza con estrema sensibilità sulla mangiata.


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