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Sotto-categorie

  • Canne da Traina

    La traina è una tecnica di pesca sportiva. La tecnica consiste nel navigare trainando, con l'utilizzo di apposite canne, degli artificiali (rapala) o del pesce vivo.Si distingue ulteriormente in traina costiera e traina d'altura (big game). La traina con gli artificiali si applica ad una velocità dai 2 ai 9 nodi, mentre la traina con il pesce vivo a circa 0,5/2 nodi. Il pesce vivo o il cefalopode, preferibilmente pescato in giornata, viene conservato in apposite vasche, (chiamate vasche del vivo), installate sulle imbarcazioni, che garantiscono il perfetto stato fino all'innesto degli ami.La preda più insidiata con questa tecnica è il tonno e tutti gli altri tunnidi, Alalunghe, Tombarelli, Aletterati; si possono inoltre avere altre ottime catture quali: Aguglie Imperiali, Spada, Lampughe. L'attrezzatura consiste nell'impiego di canne che variano dalle più "leggere", 8/12 libbre fino alle 50/80 libbre, scelte in proporzione alla distanza dalla costa, alla profondità del fondo marino ed alla preda che si vuole insidiare; per esempio se si traina fino a tre miglia dalla costa è opportuno usare una 12 libbre con un artificiale di 5 cm, mentre oltre le dodici miglia una canna da 80 libbre e un artificiale da 17 cm, lo stesso se si naviga su un fondale da 5 a 90 metri o da 90 in su.

  • Canne da Drifting

    Il nome drifting contraddistingue la pesca dalla barca in deriva, anche se con questo termine si intende esclusivamente la pesca al tonno gigante, praticata con barca in deriva oppure ancorata ed utilizzando canna e mulinello. Questa tecnica, oramai largamente diffusa, è stata introdotta nel nostro paese negli anni ’70 per merito di un medico bolognese, Adamo Benfenati, che applicò ed adatto alla realtà adriatica le tecniche utilizzate dai francesi. I primi tentativi furono fatti al largo della foce del Po con incredibili risultati. Da allora è stata fatta molta strada ed in Italia, specialmente in Adriatico, si sono organizzati innumerevoli team per la pratica di questa sportivissima tecnica. Una delle particolarità del drifting è l’impiego esclusivo della sarda come esca e della necessità della pasturazione continua, sempre con la sarda, effettuata con una particolare tecnica, chiamata “strisciata”. Va precisato che la pratica del drifting non è proprio alla portata di tutti, sia in termini di esperienza sia in termini di risorse economiche necessarie, visto che per praticarla è indispensabile una barca con spiccate caratteristiche di altura e un’attrezzatura da pesca di prim’ordine.

  • Canne da Vertical Jigging

    Il vertical Jigging viene effettuato dalla barca e si utilizza una canna da pesca ben robusta, oramai in commercio troviamo canne e mulinelli creati appositamente per questa tecnica di pesca, si trovano attrezzature di tutti i prezzi quindi possiamo dire che non è una tecnica per ricchi.La particolarità di questa tecnica è il recupero della lenza, la pesca viene affrontata con una lenza di monofilo dove andremo ad innescare l' artificiale chiamato vertical Jig, gli artificiali sono composti completamente in metallo con un corpo affusolato, proprio come un minnow gigante ma di metallo con gli assist hook che sono degli ami molto grandi collegati all'artificiale tramite uno spezzone di trecciato da 500 libbre e degli anelli di acciaio.

  • Canna da Surfcasting

    Il Surf Casting (termine americano, letteralmente “Lanciare sull’onda”) è una tecnica praticata nei paesi atlantici ed introdotta in Italia, almeno al grande pubblico, verso la fine degli anni ’80, grazie ad alcuni pescatori che hanno svolto un preziosissimo lavoro di adeguamento delle tecniche statunitensi alle realtà del Mediterraneo, sperimentandole sulle coste della Sardegna che, ancor oggi, risultano essere le più adatte e quindi le più fruttuose per questa tecnica. 

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